Il razzismo politico

A proposito del razzismo e delle politiche razziste esiste, purtroppo, un diffuso malinteso. Si presume, infatti, che politiche discriminatorie siano il frutto esclusivo di ideologie e di prassi apertamente e dichiaratamente razziste. Ci si aspetta che tali politiche e che le ideologie che le sorreggono abbiano necessariamente bisogno di un qualche “Manifesto della razza” e di qualche intellettuale e scienziato disposto a dimostrare che “le razze esistono”. Continua a leggere “Il razzismo politico”

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La Cgil di Como per l’unità, le timidezze del PD dell’On. Braga, il disorientamento di LEU

Giovedì 31 maggio sera presso la Cgil in via Italia Libera a Como si è tenuta una riunione aperta per discutere della grave crisi istituzionale che ha travolto la nostra Repubblica. La crisi pare essersi risolta sul piano politico con la nascita del governo giallo-verde: che mi piace ricordare che su questo blog era stata prevista come esito naturale delle elezioni, pur in presenza di tendenze che la ostacolavano. Continua a leggere “La Cgil di Como per l’unità, le timidezze del PD dell’On. Braga, il disorientamento di LEU”

Massimo D’Alema e la ricostruzione di un partito dei lavoratori

Lo ripeto per non essere frainteso: tutti coloro che si immaginano che la deriva liberale del Pd abbia come attore fondamentale M. Renzi si sbagliano e dimostrano di non avere quella minima conoscenza dei fatti che in politica è indispensabile. La deriva liberal-liberista data dalla fine del Pci e, più precisamente, data dall’ascesa di M. D’Alema. Continua a leggere “Massimo D’Alema e la ricostruzione di un partito dei lavoratori”

Renzi dopo Renzi

Purtroppo la tv è diventato il principale strumento della politica e l’intervista di Renzi da Fazio l’ha confermato: qualsivoglia organo del Pd è stato superato “dall’evento” in diretta. Si tratta di un copione ben studiato, perché tutto lo stato maggiore “renziano” adotta questo metodo. E dunque vale la pena riflettere ora sui contenuti di questa intervista. Continua a leggere “Renzi dopo Renzi”

La Valle dei templi di Como

Non so da quanti anni i Tg nazionali stigmatizzano la speculazione edilizia che avrebbe rovinato la valle dei templi di Agrigento. Avendola visitata più volte posso dire che,  per quanto la nuova Agrigento certo non brilli per bellezza, è altrettanto sicuro che non ha deturpato così tragicamente il complesso monumentale. Il quale, infatti, da quanto è stato valorizzato (sì, parliamo anche di guadagni e non solo di conservazione), pare stia dando grandi frutti. Continua a leggere “La Valle dei templi di Como”

Ancora della brigata ebraica e il 25 aprile

Sempre in argomento mi piace condividere questa riflessione della critica letteraria Valeria Turra. [Luca Michelini ].
«Non ho capito come sia possibile che a Roma l’Anpi consenta alle bandiere palestinesi di sfilare, ben sapendo che questo ha finito nel corso degli anni con l’impedire la partecipazione degli ebrei. 
La Brigata ebraica, con la bandiera che è attualmente quella dello stato di Israele, è stata parte integrante della resistenza italiana.
I Palestinesi invece non hanno partecipato alla resistenza; e dato che vogliono richiamarsi a quegli anni in quanto popolo -altrimenti non capisco cosa ci facciano al corteo con le bandiere il 25 aprile – il loro schieramento storicamente corretto sarebbe con i nazifascisti.
Non insisterò troppo sul fatto che, in effetti, se poi guardassimo al livello di democrazia che vige nei territori da loro governati, si comprenderebbe perfettamente la continuità con quello schieramento storico.
Dirò solo che, con questa incapacità di prendere decisioni corrette storicamente anche se attualmente poco di moda, l’Anpi sta sdoganando un antisemitismo che è di destra come quello che più comunemente identifichiamo nella destra dello schieramento politico, ma assai più penetrante e diffuso di quello; e che fra l’altro arriva copioso anche in queste pagine, dove trovi persone che reputavi intelligenti scrivere post tuonanti Via gli israeliani dal 25 aprile!, Palestina libera, e altre asinate simili. A scavare anche un minimo si comprende in un attimo che questi scrivani ignorano tanto l’esistenza della Brigata ebraica nella nostra resistenza quanto il ruolo filonazista del gran mufti di Gerusalemme quanto l’attuale assetto antidemocratico dei governi palestinesi: diciamo che l’Anpi, purtroppo, nemmeno quest’anno ha contribuito a fare chiarezza in queste menti tanto penosamente confuse, e che questo risulta, ai miei occhi,  sempre più preoccupante.
Apprendo ora -e aggiorno il post- delle contestazioni al rabbino di Trieste durante le commemorazioni alla risiera di San Sabba.
La necessità di un cambio di rotta dell’Anpi mi sembra diventare sempre più pressante». [Valeria Turra]

 

 

 

 

La Brigata Ebraica e il 25 aprile

I fatti del 25 aprile a Roma fotografano una cristallizzazione negativa dei rapporti tra l’Anpi romana e la comunità ebraica in senso lato. Per questo motivo sono lieto di ospitare nel mio blog una importante riflessione della storica Maria Grazia Meriggi, che ripropone, ma in forma più estesa, un editoriale pubblicato sul “Manifesto” di tre anni fa. [Luca Michelini]. Continua a leggere “La Brigata Ebraica e il 25 aprile”

L’officina pensatoio della borghesia comasca

Quando ti imbatti nelle cronache di Como vieni sommerso dai paroloni altisonanti, che sanno molto di cortigianeria, che accompagnano la presentazione al popolo minuto (quei pochi che leggono i giornali o il web, ma che non partecipano alle cene di gala) degli imprenditori e dei professionisti che si affacciano, spesso per l’ennesima volta, sulla scena politica.  Continua a leggere “L’officina pensatoio della borghesia comasca”

Pd, Cgil, Leu e Pap a Como

Siamo in tempi di “social” e dobbiamo perciò arrenderci all’evidenza che buona parte della cultura politica attuale passa attraverso questi canali. Non più studi, non più faticoso circolo virtuoso e faticoso tra conoscenza in senso stretto, che non è mai in prima battuta filosofia della storia o “concezione del mondo” ma dato empirico e sua faticosa definizione, e riflessione politica. Siamo in tempo in cui l’elettorato è costretto, in senso tecnico, a cambiar di orientamento in tempi brevi, perché solo così la società tenta, non riesce, di salvarsi dalla logica del profitto. Continua a leggere “Pd, Cgil, Leu e Pap a Como”

Le elezioni della Lombardia

Sui social imperversa la discussione, tra gli elettori di sinistra, sul fatto che Liberi e Uguali in Lombardia non si allea con Gori e quindi con il PD. Prima di entrare nel merito, ritengo che sia semplicemente stupefacente la dichiarazione che D’Alema ha rilasciato ad una televisione su questo fatto: afferma che è stata una decisione dei delegati della Lombardia e che della scelta lui non si è minimamente occupato. Non so se le cose stiano davvero così: certo è, però, che ritenere che le elezioni in Lombardia equivalgano, poniamo, a quelle del Salento (dove D’Alema si candida) sa dell’incredibile. Se il gruppo dirigente di LeU ritiene che la Lombardia sia una delle tante regioni c’è da dubitare che abbia il senso della realtà. Continua a leggere “Le elezioni della Lombardia”

Quel focolaio rivoluzionario della Confesercenti di Como

«Siamo per il mercato libero da: abusivi, zingari, falsi mendicanti»: così scriveva nel 2015 Confesercenti in un noto cartello che si era peritato di affiggere fuori dal mercato coperto di Como .   Oggi la nota organizzazione comasca reitera, ma rimodula, i propri slogan razzisti: «Ferma anche tu il racket dell’accattonaggio. Non dare soldi alle persone che te li chiedono. Sosteniamo i servizi sociali solo per chi ha davvero bisogno e restituiamo il mercato ai cittadini». Addirittura il presidente di Confesercenti è andato in delegazione presso le massime autorità cittadine per chiedere provvedimenti contro “l’accattonaggio molesto”. E in occasione del corteo antifascista di pochi giorni fa, sempre il presidentissimo dichiarava che essa avrebbe arrecato un “pregiudizio economico notevole” per i negozianti. Continua a leggere “Quel focolaio rivoluzionario della Confesercenti di Como”

Decoro, povertà, ricchezza

Bene hanno fatto alcuni commentatori a mettere in guardia la pubblica opinione dalla smania che alcuni sindaci dimostrano di voler essere in prima linea nella lotta per la sicurezza e il “decoro” mettendo sotto tutela il cd. “accattonaggio”. Non che la sicurezza non debba essere tra i primi affanni degli amministratori. Ciò che colpisce è che la sicurezza è confinata ad un problema di ordine pubblico, di cui i sindaci, grazie ad una legislazione bipartisan, possono essere protagonisti. Continua a leggere “Decoro, povertà, ricchezza”

La destra di governo e il fascismo

Dei commenti che politici e intellettuali della destra italiana dedicano alle scorribande del neo-fascismo italiano colpisce l’isterismo. La destra di governo condanna queste scorrerie, ma tende a considerarle banali bravate, mentre i problemi italiani sarebbero ben altri. Le condanne lasciano il posto all’invettiva articolata contro l’antifascismo e il suo perno politico-culturale, cioè la sinistra. Per la destra antifascismo significa filocomunismo. Così finisce per condannare tutti gli estremismi, sia di destra che di sinistra. La distinzione dal fascismo alla fine dell’invettiva anti-estremistica rimane come strozzata in gola. Pochi cenni e poi la frase fatidica: “ma comunque tutti hanno il diritto di dire la propria opinione”. Continua a leggere “La destra di governo e il fascismo”